I vini del Piemonte

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  • Gaja Barbaresco

    Gaja Barbaresco 2018

    205,00
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  • Gaja Barolo Sperss

    Gaja Barolo Sperss 2018

    250,00
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  • Ettore Germano Barolo Prapò 2016

    Ettore Germano Barolo Prapò 2016 Magnum Astuccio

    130,00
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  • Ettore Germano Barolo Vignarionda 2016

    Ettore Germano Barolo Vignarionda 2016

    99,00
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  • Matteo Correggia Roero La Val dei Preti

    Matteo Correggia Roero La Val dei Preti 2017

    23,00
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  • Vietti Barbera d'Asti La Crena Magnum

    Vietti Barbera d’Asti La Crena 2016 Magnum cassa in legno

    80,00
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  • Vietti Rocche di Castiglione

    Vietti Barolo Rocche di Castiglione 2016 Magnum cassa

    1.000,00
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  • Iuli Vino Rosso Piemonte Umberta 2020

    Iuli Vino Rosso Piemonte Umberta 2020

    13,00
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  • Vietti Villero cassa

    Vietti Barolo Villero 2010 Cassa 3 bottiglie

    1.500,00
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  • Giuseppe Mascarello Barolo Monprivato 2015

    Giuseppe Mascarello Barolo Monprivato 2011

    200,00
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  • Ceretto Bararesco Asili

    Ceretto Bararesco Asili 2018

    135,00
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  • Roagna Barbaresco Pajè 2015

    Roagna Barbaresco Pajè 2012

    140,00
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Il Piemonte è famoso per il vino fin dall’antichità latina e greca: furono proprio i greci a importare i primi vini di qualità in questa regione italiana.

Oggi il Piemonte è una regione ricca di vini straordinari, vanto non solo della regione ma dell’intera nazione, che vengono esportati e degustati in tutto il mondo.
Quando si pensa al Piemonte, come non pensare ai rinomati Barolo, Nebbiolo, Barbaresco, vini rossi piemontesi che richiedono un certo invecchiamento affinchè se ne possano esaltare le note ed i sapori.

Vini rossi piemontesi – non solo Barolo e Barbaresco

In Piemonte la produzione vitivinicola si concentra principalmente in due aree collinari. A sud vi sono le alture delle Langhe, del Roero e del Monferrato, fino ad arrivare, più a ovest, ai Colli Tortonesi. A nord si hanno infine le formazioni moreniche del Canavese, le Coste della Sesia e, verso ovest, i colli Novaresi.

Le Langhe sono da considerarsi zona di eccezionale vocazione per la coltivazione della vite. Il terreno compatto e duro che caratterizza queste colline di formazione tettonica (anticamente erano fondale marino) conferisce al vino ottenuto da uve Nebbiolo struttura, eleganza, profondità e una grande capacità di invecchiamento. Qui si producono i Barbaresco e i Barolo famosi ed apprezzati in tutto il mondo. Le DOCG di questi due vini derivano da parcelle che si estendono al massimo per 2 ettari, con una chiara influenza dalla Borgogna. Fu infatti il Conte di Cavour, di ritorno da un viaggio in Francia, ad avere l’idea di produrre vino da singoli vitigni. Sono nati così vini storici come il Monfortino, prodotto dal 1924, che ha reso famoso il Barolo nel mondo.

Accanto al mitico Barolo di Conterno non possiamo non citare altri mostri sacri quali Bartolo Mascarello e Giuseppe Mascarello. Altri produttori entrati nella storia della enologica mondiale sono Elio Altare, la Spinetta, Voerzio, Vietti, Sandrone.

Piemonte non solo significa però solo Barolo e Barbaresco. Ad esempio la Barbera è vitigno che negli ultimi anni è stato riportato ai giusti splendori da alcuni produttori (provate la Vigna Vecchia Scarrone di Vietti, o le Barbera d’Asti della Cascina San Michele).
E il Dolcetto, dal rosso rubino quasi violaceo, con acidità poco marcata, asciutto e tannico. Spostandoci a nord, sulle colline moreniche ai piedi del Monte Rosa, dalle uve Nebbiolo si producono diverse denominazioni di assoluto rilievo, quali il Gattinara e il Boca e il Lessona. Si tratta di vini longevi dalla spiccata freschezza donata dalla bella acidità, con tannino morbido.

I vini bianchi piemontesi – le migliori etichette nella terra dei famosi rossi

Piemonte significa anche vino bianco e bollicine; questa regione, da cui nascono i famosi Barolo e Barbaresco, produce bianchi di altissima qualità, alcuni dei quali hanno potenzialità di invecchiamento pari a quella dei rossi più gettonati.

Tra i vini bianchi piemontesi degni di nota, citiamo il Timorasso, vitigno decimato dalla filossera e oggi caparbiamente ripreso da alcuni viticoltori, in particolare sulle colline tortonesi. Dà un bianco intenso, minerale e asciutto, che non teme l’invecchiamento.
Ancora, come non menzionare l’Arneis, vino paglierino, fresco, con profumi di erbe aromatiche e retrogusto di mandorla amara.

Vini fermi, si, ma anche bollicine. Il Piemonte vanta infatti una Secolare esperienza nel metodo classico su base Pinot Nero e Chardonnay. Tutte da provare allora le declinazioni della DOCG Alta Langa, o il metodo classico prodotto vicino a Monforte d’Alba da Rocche dei Manzoni, bottiglie che si fanno largo tra Prosecco e Franciacorta e che, sebbene siano ad oggi meno famose e meno gettonate, sanno sfoderare la giusta arma per farsi apprezzare e rispettare.